La convivenza con altri studenti è già di per sé difficile; e lo è perché, magari, uno preferisce starsene per
conto proprio mentre l’altro adora fare baldoria a casa invitando amici, oppure perché c’è chi lascia il tubetto del dentifricio aperto o resta troppo tempo sotto la doccia.
La vita del fuorisede non è tutta rosa e fiori, questo è risaputo! Se capita, poi, di vivere in un condominio o in un complesso residenziale dove gli altri appartamenti sono occupati da famiglie mononucleari, la situazione si complica ancora di più. I vicini di casa sono quelli a cui è necessario rispondere delle proprie azioni. È a loro che bisogna dar conto quando si vuole ascoltare la musica, ed è a loro che bisogna chiedere il permesso per asciugarsi i capelli alle nove di un’afosa sera di giungo.
Il caso vuole che il fuorisede abiti sempre in un condominio di anziani, o che la propria casa sia attaccata all’appartamento di una famiglia fin troppo silenziosa, o, ancora, che al piano di sotto viva una giovane coppia con una neonata da accudire. Dimentichiamo il vicino di casa delle fiction televisive o delle pubblicità che ci accoglie con un sorriso smagliante ogniqualvolta abbiamo bisogno di qualcosa.
Non ci presterà lo zucchero o il caffè che ci è appena finito, né ci regalerà la confezione di quel miracoloso formaggio da spalmare per permetterci di fare colpo sulla corteggiata di turno. Capiterà, invece, che si lamenterà delle nostre urla alle 11 di mattina, o, peggio ancora, delle lunghe chiacchierate fatte con noi stessi, davanti allo specchio, durante la ripetizione dell’esame di Semiotica. Al vicino di casa dà fastidio qualsiasi cosa: ogni minimo rumore, ogni ciabatta trascinata con maggior veemenza, ogni sciacquone del bagno tirato regolarmente. Quando ci sono altri amici, poi, e si studia insieme o si ride e scherza tranquillamente, c’è il rischio che i carabinieri si presentino a casa da un momento all’altro. A quel punto, però, le forze dell’ordine saranno costrette a ricredersi e a sciogliersi in una fragorosa risata alla vista di un convivio composto ma gioioso, fatto di latte, macine e tv. La pazienza dei vicini di casa dura davvero poco. La loro suscettibilità può esplodere in brevissimo tempo. È fondamentale dispensare sorrisi ed apparire sempre disponibili, cosicché possa immediatamente crearsi un rapporto civile di convivenza. Passare per bravi ragazzi studiosi è semplice: basta rispettare le esigenze di chi ci abita accanto, essere silenziosi e rispettosi nei loro confronti e girare per casa piroettando leggiadramente come ballerini professionisti. La baldoria, però, è sempre dietro l’angolo, e appena i nostri amati vicini saranno usciti e avranno lasciato il pianerottolo libero, lì, a quel punto, si potranno pure scatenare le danze.
Nicolamaria Coppola
Anno 0 Numero 15 Articolo 30
Foto: http://www.thrillermagazine.it/imgbank/NEWS/piemme_-_il_vicino_di_casa.jpg
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