Nordest

Nordest: il Klondike italiano del dopoguerra, il traino dell’economia del Paese. Un sesto della popolazione italiana chepensa solo e soltanto a produrre, produrre senza sosta e accumula, accumula, accumula.

Denaro, naturalmente. E miserie, forse in quantità ancora maggiore. Perché non è tutto oro ciò che luccica, recita il proverbio, ed è dove il benessere e il soldo la fanno da padrone che covano le peggio derive. L’aureo Nordest ha un cuore nero e organi purtrescenti; è un cannibale che si disseta col sangue di decine di migliaia di ombre. Hanno un nome, “forza lavoro”, ma ufficialmente non esistono. Il Nordest che, ora, paga lo scotto per le sue malefatte: i nodi vengono al pettine e il Gigante si sgretola. Le tangenziali e le provinciali, immerse nella nebbia, attraversano aree industriali semideserte, dove le fabbriche hanno chiuso o stanno chiudendo per spostare il lavoro all’estero. Sull’A4 Venezia-Trieste, ogni settimana transitano colonne di Tir diretti ad est o che da est provengono.

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