Cronaca di un disamore

Cronaca di un disamore

Un romanzo in cui amore e sofferenza, sentimenti apparentemente antitetici, coesistono in una relazione di causa-

effetto. La fine di una storia d’amore innesca un meccanismo di autodistruzione che spingono Luca nel baratro. In lui il dolore per l’assenza dell’amato e l’amore che ancor prova per Maurizio si fondono sinergicamente conducendolo all’abnegazione. I luoghi e le esperienze vissute con Maurizio si accalcano nella mente del protagonista, si sovrappongono, irrompono nella sua vita quotidiana rendendolo quasi un inetto a vivere la vita. Frammenti della loro storia d’amore vengono rievocati attraverso lo sguardo del protagonista perennemente rivolto al passato; paradossalmente è proprio in virtù di quel ricordo, di quella felicità effimera relegata al “non più”, che Luca “sopravvive” nel presente. Un libro che mostra al lettore l’amore nella sua pienezza ed il dolore associato alla sua imprevedibile fine. Cotroneo attraverso la parola scarna, semplice e senza l’ausilio né di metafore né di astruse perifrasi (potrebbe risiedere proprio nell’eccessiva semplicità il suo limite), ci presenta la sofferenza in tutta la sua pienezza e la dona al lettore, che la rivive attraverso lo sguardo nostalgico di Luca. Quest’ultimo sembra quasi volersi abbandonare a se stesso, in una scena emblematica e risolutiva nuota a perdifiato verso un irraggiungibile orizzonte, senza dare ascolto al suo corpo che si ribella a quello sforzo eccessivo. Tuttavia, è il legame alla vita a prendere il sopravvento e, pur desiderando inevitabilmente di nuotare senza voltarsi, ogni volta “farà immancabilmente ritorno, perché sentirà che qualcosa lo sta aspettando, anche se non saprebbe dire cosa”.

Un romanzo che, se pur non impressiona per eloquenza, è “inusuale” per l’ammirevole naturalezza con cui Cotroneo racconta, senza per altro esimersi  da dettagli riguardanti la sessualità, una relazione omosessuale. Lodevole anche il ritmo incalzante della narrazione che soggioga il lettore, lo trattiene fino alla risoluzione finale quando, amaramente si scopre che non c’è più spazio per il lieto fine. La storia di Luca e Maurizio è definitivamente relegata al passato, non esiste neanche più il dolore, la ferita si è ormai rimarginata: Luca ha mistificato la sofferenza trasformandola in monologo teatrale. Dopo due anni il protagonista ritrova una nuova consapevolezza di sé ed un nuovo modo, più distaccato e razionale, di rapportarsi all’altro.

Maria Grazia Zuottolo

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