Scoperti e riscoperti


Una delle più delicate forme di comunicazione: la letteratura.

L’intelletto umano al servizio delle parole. Pensieri, odori, visioni,

linearità e caos, forma e contenuto, soggettività e oggettività.

Il mondo riproposto in “espressioni”  lo scopriamo e riscopriamo,

per voi, con le nostre appetitose recensioni dei romanzi che valgono

la pensa di essere vissuti.

Istruzioni per rendersi felici

L’essere umano nella sua innegabile fragilità vive la vita, in cui si vede involontariamente catapultato, nel vanoraggiungimento di una felicità effimera. Lo stato di benessere, cui l’uomo ha attribuito il termine “felicità”, può manifestarsi mediante il raggiungimento del piacere, oppure grazie alla realizzazione concreta di desideri. I fratelli Schlegel parlavano, a riguardo, di un desiderio del desiderio, esprimendo lo struggimento dell’uomo nell’incessante ricerca del desiderio stesso. Quest’ultimo muore nell’istante in cui si cristallizza in una forma, nell’attimo in cui si realizza, necessitando il subentrare di un ulteriore desiderio proiettato all’infinito.

Leggi tutto.

Daisy Miller

Romanzo conciso, fin troppo essenziale ma che racchiude proprio nella sua eccessiva brevità, nella parola “non-detta”, il segreto di un successo che travolse, subito dopo la sua pubblicazione (nel 1878), il suo creatore, lo scrittore americano Henry James.

Protagonisti che si muovono in uno scenario che profuma d’antico, riconducendo il lettore in un passato lontano, tra giardini e salotti di ricchi e rispettabili signori, tra conversazioni frivole, giudizi implacabili nei confronti dell’ “altro”, il tutto però “adornato” da formali ossequi e vacue formule di cortesia.

Unica nota discordante in questo scenario apparentemente bucolico è Daisy Miller, che diviene oggetto di critiche da parte della società “perbene”, piuttosto additata e messa da parte a causa della sua presunta volgarità, immoralità, dissolutezza.

Leggi tutto.

Nordest

Nordest: il Klondike italiano del dopoguerra, il traino dell’economia del Paese. Un sesto della popolazione italiana chepensa solo e soltanto a produrre, produrre senza sosta e accumula, accumula, accumula.

Denaro, naturalmente. E miserie, forse in quantità ancora maggiore. Perché non è tutto oro ciò che luccica, recita il proverbio, ed è dove il benessere e il soldo la fanno da padrone che covano le peggio derive. L’aureo Nordest ha un cuore nero e organi purtrescenti; è un cannibale che si disseta col sangue di decine di migliaia di ombre. Hanno un nome, “forza lavoro”, ma ufficialmente non esistono. Il Nordest che, ora, paga lo scotto per le sue malefatte: i nodi vengono al pettine e il Gigante si sgretola. Le tangenziali e le provinciali, immerse nella nebbia, attraversano aree industriali semideserte, dove le fabbriche hanno chiuso o stanno chiudendo per spostare il lavoro all’estero. Sull’A4 Venezia-Trieste, ogni settimana transitano colonne di Tir diretti ad est o che da est provengono.

Leggi tutto

Strade secondarie

Due protagonisti, Felipe e suo padre, una vecchia carcassa d’epoca e la strada. Questa lo scenario in cui si imbatte illettore che, vigile, segue le loro peripezie, durante un incessante viaggio attraverso la Spagna franchista degli anni Settanta.

Soli, senza meta e senza denaro, viaggiano in una vecchia Citroën Tiburón “from coast to coast”e sostano provvisoriamente, durante la bassa stagione, in località di mare desolate, vivendo di piccoli  espedienti che il padre, di volta in volta, “inventa” pur di procurarsi da vivere. Dalla vendita di cioccolato vitaminico a quella di agente artistico per l’amante Estrella, dall’ufficio illegale per le chiamate all’estero nella “propria” casa truffando le compagnie telefoniche, fino al trasferimento in una città interna con una base americana, dedicandosi alla rivendita di oggetti usati.

Leggi tutto.

Lemuel Gulliver: un misantropo antisociale

L’ultima volta che ho letto “I Viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift è stata la scorsa estate, a Parigi, e non potevo assolutamente immaginare che questo libro fosse così affascinante e pieno di idee innovative e teorie incredibili riguardo l’uomo, il Mondo e l’Universo.

Leggi tutto.

En attendant Godot

Un’opera teatrale concisa, bizzarra, apparentemente innocua ma che ha destato, nel corso degli anni, l’attenzione dei critici che si sono spesso impelagati in articolate disquisizioni al fine di trovare la giusta chiave di lettura. En attendant Godot, scritta (prima in francese e successivamente in inglese) dall’irlandese Samuel Beckett, si è arricchita di anno in anno di numerose e più o meno plausibili “letture”, nel tentativo di scorgere un messaggio “rivelatore” celato nell’estrosità dei dialoghi, paradossalmente fin troppo chiari, fin troppo scontati. Risulta quasi impossibile credere che tutto finisca lì sulla scena e non è per niente biasimabile se qualcuno, dopo essersi imbattuto nell’opera, abbia cercato di reinterpretare allegoricamente i contenuti.

Leggi tutto.

Dizionario dei nomi propri

Nata in prigione da una mamma diciannovenne che, all’ottavo mese di gravidanza,

ha ucciso nel sonno il marito e che, poche ore dopo il parto, si impiccherà in cella, Plectrude è una bimba diversa dalle altre.

Lo capisce, prima ancora che lei venga al mondo, sua madre, che per questo decide di affidarle un nome tanto eccezionale, contro il parere di psicologi e parenti. Lo capisce la zia-madre-adottiva, che ne è sedotta dal primo istante e la cresce votandole un culto morboso. Non senza disappunto, lo capisce la maestra di scuola, che la prende per una ritardata e vorrebbe farle ripetere la prima elementare. I compagni di classe, crudeli come sanno essere i bambini, considerandola un’aliena la isolano e si prendono gioco di lei. L’insegnante di danza classica, dal canto suo, si accorge di avere a che fare con una bambina “speciale”, una piccola étoile, una promessa del balletto.

Leggi tutto.

Una gita col tempo

Chi non ha mai osato avvicinarsi all’eterogeneo universo narrativo di Virginia Woolf per inerzia, per timoreviriginia

o semplicemente perché la ritiene oramai relegata in un passato lontano, che non merita più di essere decodificato, dovrà ricredersi. Gita al faro è indiscutibilmente un romanzo complesso, il lettore potrebbe sentirsi defraudato da una scrittrice che preferisce dileguarsi piuttosto che guidarlo per mano, costringendolo a rapportarsi da solo con un mondo enigmatico, intriso di simbolismi; ma è anche un romanzo dalla modernità sconcertante, la cui lettura lascia interdetti, inebriati da quel turbinio di immagini e visioni, resi mediante uno stile decisamente inconfondibile.

Leggi tutto.

Cronaca di un disamore

Un romanzo in cui amore e sofferenza, sentimenti apparentemente antitetici,

coesistono in una relazione di causa effetto. La fine di una storia d’amore innesca un meccanismo di autodistruzione che spingono Luca nel baratro. In lui il dolore per l’assenza dell’amato e l’amore che ancor prova per Maurizio si fondono sinergicamente conducendolo all’abnegazione.

Leggi tutto.

Tutta la notte svegli

Un’artista stakanovista ed eclettica del calibro di Carmen Martín Gaite, quasi sconosciuta in Italia, ha invece lasciato un segno indelebile nell’ambito della letteratura spagnola contemporanea. Sedotta dal potere catartico della parola, in qualsiasi forma essa si manifesti, si è lasciata completamente sedurre da essa, scrivendo incessantemente non solo romanzi, ma anche saggi, sceneggiature e traduzioni. In quest’ultimo ambito spesso si tralascia la difficoltà che un traduttore incontra nel trasporre parole che non trovano un diretto corrispettivo nella lingua di arrivo, costringendolo spesso a ripiegare su una perifrasi, oppure ad optare per un’alternativa che possa riprodurre al meglio l’effetto del testo originale.

Leggi tutto.

“Un amore” riscoperto

Era il 1963 quando Dino Buzzati dava alle stampe un romanzo che, più nei temi che nei toni, si distanziava dai suoi lavori precedenti: Un amore, opera che la critica (ma anche una fascia di pubblico) si affrettò a bollare come immorale e scandalosa, bistrattandola immeritatamente. Immeritatamente, certo, perché si tratta invece di un racconto struggente e delicato, in parte autobiografico, ovviamente – ma non scontatamente – doloroso. Con questo romanzo, il suo ultimo, l’autore bellunese si spinse in un territorio fino a quel momento per lui inesplorato; la novità è esplicita sin dal titolo, Un amore, che non lascia adito a dubbi.

Leggi tutto.

Advertise Here
Advertise Here