Dal 16 al 22 agosto 2010, a Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento, si sono svolte come ogni
sette anni i riti di penitenza in onore della Madonna dell’Assunta; ad essi si sono accompagnati i misteri religiosi che rappresentano episodi dell’antico e del nuovo testamento della Bibbia o inerenti la vita dei Santi o, dei principi morali.
Il documento storico più antico legato ai riti settennali risale al 1620, anno in cui una grande carestia si abbatte sulla popolazione guardiense che, portata all’esasperazione da tale vicenda, decide di portare in processione la statua della Madonna dell’Assunta per devozione.
Le origini però rimangono tuttora incerte poiché secondo alcuni queste funzioni religiose deriverebbero da culti pagani precristiani, altri storici invece sostengono che abbiano una stretta relazione con il periodo medioevale.
Durante la settimana dei riti si alternano nei cortei dei misteri diversi rioni del paese. Ognuno di essi porta in scena un tema o un soggetto sacro e ha un coro che durante l’evolversi della manifestazione canta inni alla Vergine. Il sabato, vale a dire il penultimo giorno della celebrazione, è dominato da un momento molto commovente in cui vi è l’apertura della lastra della nicchia dove è custodita l’antica statua lignea della Madonna, nell’omonimo santuario; questa operazione si effettua mediante l’inserimento di tre chiavi in altrettante serrature, ad opera del Sindaco, del Parroco e del Decano delle delegazioni rionali. Prima di questa fase però vi è la processione di penitenza del clero e delle associazioni cattoliche preceduta da una croce nuda. Mentre, l’indomani, dunque la domenica, vi è la processione generale guidata dal Vescovo e dal Parroco, con la partecipazione del clero, dei misteri dei quattro rioni e della popolazione che mantiene la statua della Madonna coperta di oro, donato nei secoli dai fedeli come pegno per la richiesta delle proprie grazie.
Un ruolo straziante e forse per certi versi anche barbaro, lo ricoprono i flagellanti e i cosiddetti “battenti”, coloro che camminano incappucciati e si percuotono il petto, chi con la catena e chi con una spugna in sughero dalla quale fuoriescono tanti aghi di eguale lunghezza; queste persone costituiscono l’ultimo mistero del Rione Croce, definito “San Girolamo Penitente”. Essi, durante il corteo, si allontanano singolarmente per i vicoli del centro storico dopo aver incontrato la Madonna in piazza, per ritrovarsi in seguito in un’altra strada del paese, via Fontanella, ed immettersi nel corteo processionale.
L’evento tanto atteso per lo più da studiosi e da appassionati, dai media locali, nazionali ed internazionali, e dal popolo che forse si concentra piuttosto sul punto di vista religioso che antropologico, quest’anno ha gaduto l’interesse di una nota televisione araba, Al Jazeera, che già nel 2003 aveva dedicato qualche attenzione alla kermesse, apportando anche delle valutazioni a riguardo, infatti vi sono notizie dell’agosto di quell’anno, intitolate: “Si battono bene per il perdono”, coloro che essi, esaminando e approssimando lecitamente questa esperienza al proprio culto, definiscono flagellanti fondamentalisti cattolici.”
Quest’anno è stato il Sindaco Floriano Panza ad accoglierli, insieme ad altre tv, quali la Rai e Sky, dimostratesi interessate all’avvenimento.
Valentina Barile
Anno 0 Numero 22 Articolo 37








