Moccia hai ragione!

Moccia aveva ragione. Ha ricevuto critiche di ogni genere per i suoi libri, dipingendo personaggi che sembravano non esistere se non al di dentro di quelle terribili pagine melense. Pensavamo che i vari Step, Baby, Pallina e Pollo, non fossero altro che una creazione del suo immaginario e che quindi la colpa fosse tutta del povero scrittore romano. Falso. Abbiamo sbagliato tutti. Solo lui, il povero Federico aveva ragione. Loro esistono e sono tra noi, e i suoi libri non sono un’invenzione, sono solo un’accurata descrizione della realtà. Basta uscire un pomeriggio per caso nelle strade cittadine e si è completamente invasi da una miriade di personaggi mocciani: altri non sono che gli adolescenti.

È chiaro che si è dinanzi ad una tragedia sociale da non sottovalutare. Non si sa per quale motivo biologico o psicologico, ma l’adolescenza italiana ha subito un degrado non indifferente: la fascia d’età da evitare accuratamente è quella che va dai dodici ai diciotto anni.

Sarà colpa della tv, dei giornali o semplicemente degli ormoni impazziti, ma tutti i ragazzi si muovono nella vita reale come se fossero loro i vari protagonisti dei romanzi di Moccia. Li vedi persi a girovagare per la città senza meta, con gli occhiali da sole appoggiati rigorosamente sulla metà del naso, capelli finto biondo e finto liscio lei, capelli incomprensibili e senza taglio lui, jeans o troppo larghi o troppo stretti, ma mai della misura esatta. La prima impressione non è di certo gradevole. Ma l’aspetto può ingannare, inganna sempre. Non si può giudicare senza prove. Poi però accade l’inevitabile: parlano! E qui ogni giustificazione viene a cadere. La conversazione tipo degli adolescenti si apre con un soprannome che si attribuiscono, ovviamente incomprensibile e privo di senso logico; segue con la distensione del loro gravissimo problema di vita, quale ad esempio, aver lasciato l’ipod a casa e non avere la musica sempre martellante nelle orecchie; e si conclude con i saluti, la parte indiscutibilmente più bella: ciao pinco pallina, ti amo di bene! E tu resti li a guardarli stupito, mentre la tua mente sfoglia freneticamente tutto il vocabolario della lingua italiana per passare poi alle regole grammaticali, solo per cercare di comprendere cosa dovrebbe significare ti amo di bene. E mentre sei immerso nei tuoi pensieri, ascolti la risposta: ti lovvo!

Sembra una fucilazione linguistica di massa: non ci piace uccidere l’italiano e basta, perché noi siamo internazionali: mettiamo in ginocchio anche l’inglese, più di quanto facciamo abitualmente. Eppure questi poveri ragazzi non cercano altro che qualcuno che gli scriva che sono tre metri sopra al cielo,  su di un ponte, nella capitale romana, qualcosa di molto discreto e che simboleggi il vero amore. Perché è ovvio che il vecchio caro ti amo sussurrato non basta più. E perché dovrebbe? in fin dei conti finché sei sotto i diciassette anni, e credi nei sogni e nell’amore, ma non credi nell’istruzione e nella cultura (più che altro perché nessuno ti ha spiegato cosa siano!) puoi sempre sperare di essere investita casualmente da Raul Bova, o da un suo sosia quarantenne, occasionalmente single, che si innamora perdutamente di te all’improvviso e che dopo la tua maggiore età ti vuole anche sposare. Cose di questo genere capitano tutti i giorni, devi solo essere attenta a farti investire dalla persona giusta! Se poi ti investe Hannibal the Cannibal, pazienza, sono rischi del mestiere, ma dato che credi nell’amore, sicuramente anche un cannibale può diventare vegetariano, basta dargli tempo e fiducia. L’unica chance che hanno i giovani adolescenti è chiedere  un risarcimento economico per plagio a Moccia: la realtà questa volta è riuscita ad essere molto più sconvolgente della finzione!

Flavia Rinaldi

Anno 0 Numero 15 Articolo 6

Foto: http://www.mymovies.it/cinemanews/2008/3876/moccia.jpg

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  1. Scusa… ma ti contesto
    Lo aspettavano tutti, eppure non è mai arrivato. Avrebbe dovuto prendere  parte ad una conferenza sull’ultimo film di cui è il protagonista indiscusso,  ma di lui neppure l’ombra. Raul Bova...

2 pensieri su “Moccia hai ragione!

  1. ahahahah bellissimo!!!Complimenti Flavia!!mancavano solo gli sms con le “k” al posto delle “c” e rigorosamente puntati ( t.v.u.k.d.b. )!!

  2. aahhaha, straordinario! un ritratto (a tratti persino buono) degli adolescenti di oggi…anche se in effetti apre un vero e proprio vaso di Pandora; si potrebbero scrivere infatti interi trattati, che vanno appunto dalle “k”, all’abbilgiamento, ai locali e alle discoteche frequentate…insomma, quella tu giustamente hai chiamato “tragedia sociale”, è ormai in atto!

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