Ospite d’eccezione presso la facoltà di Lettere di Tor Vergata il regista Matteo Garrone.
L’autore del celebre “Gomorra”, film tratto dall’omonimo romanzo-denuncia di Roberto Saviano, ha intrattenuto gli studenti dell’ateneo descrivendo il suo modo di fare cinema, proiettando varie clip tratte dalle sue opere e commentandole con i presenti.
Insieme a lui Marco Spoletini, montatore dei suoi film.
Prima di iniziare è stato ovvio porgli una domanda sul recentissimo commento del presidente del consiglio Berlusconi riguardo “Gomorra” e il suo autore.
Come ben sappiamo il premier Berlusconi vede in Saviano non un uomo coraggioso che ha deciso di non stare zitto di fronte alla camorra, ma piuttosto un disfattista, che con le sue opere fa fare brutta figura al nostro paese davanti ai media internazionali i quali conoscerebbero l’Italia solo per le sue organizzazioni criminali.
Ovviamente Garrone non condivide queste idee. Saviano racconta semplicemente la camorra e come essa si radica in ogni aspetto della vita italiana e viene a pensare a come si possano dire cose simili, tenendo presente che Berlusconi è socio di maggioranza della Mondadori, la casa editrice di Saviano.
Riguardo al suo cinema, Garrone ama girare la maggior parte delle volte le scene dei suoi film in ordine cronologico, secondo come le vedrà lo spettatore a lavoro finito, tornando a girare successivamente le scene che eventualmente andranno rifatte, anche se, cerca sempre di ottenere “il ciak unico”, puntando sulla naturalezza degli attori, tentando di catturare espressioni spontanee.
Spontanei sono anche tanti modi di realizzare le scene dei suoi film. Come tutti i registi ha ovviamente una sceneggiatura pronta prima di cominciare le riprese, ma molto spesso ciò che si vede in sala non era stato deciso in precedenza.
Si può dire che sceneggiatura, montatori, costumisti ecc costituiscono una base sulla quale lavorare, ma che tutto ciò che durante le riprese può in qualche modo arricchire il film è ben accetto senza preclusioni.
Un solo rammarico, non aver inserito in “Gomorra” l’episodio dell’ omicidio di Don Giuseppe Diana, visto attraverso i suoi assassini. Le centinaia di situazioni descritte in “Gomorra” non permettevano di raccontare tutto in modo chiaro e si è dovuta fare una selezione che purtroppo ha escluso la triste vicenda del sacerdote campano vittima della camorra.
Peccato non poter tornare addietro, ma chissà, magari ne uscirà un intero film.
Claudio Lanzi
Anno 0 Numero 6 Articolo 6
Foto:campaniarock.wordpress.com/…/
Related posts:
- Tor Vergata incontra Verdone Ospite d’eccezione presso la facoltà di lettere dell’università di Tor Vergata di Roma il celebre attore e regista Carlo Verdone, il quale ha intrattenuto gli studenti presenti nell’auditorium con la...
