Sembra strano, ma nell’eterna via crucis qual é la scuola italiana, tra mancanza di fondi, precariato, caro libri, baronie
varie e tanto altro ancora, c’è qualcosa di ancor più grave di tutti i problemi appena citati. La regione Lombardia ha recentemente firmato un accordo con l’esercito italiano per l’attuazione di corsi di addestramento militare all’interno degli istituti superiori lombardi che decideranno di appoggiare questa iniziativa. Il progetto si chiama “Allenati per la vita”, e prevede lezioni di tiro con l’arco, arrampicata libera, cultura militare, tecniche di sopravvivenza in ambienti, uso di pistole ad aria compressa e altro ancora.In un paese dove la cultura vale meno di zero e dove l’istruzione è allo sfascio invece di formare i giovani insegnando loro ciò che veramente serve nella vita, li si plasma come dei piccoli Rambo insegnando loro a sparare.
Per gli artefici di questa brillantissima iniziativa, il ministro della difesa Ignazio La Russa e quello dell’istruzione Maria Stella Gelmini, “Allenati per la vita” ha finalità educative, aumenterebbe il concetto di altruismo e gioco di squadra e favorirebbe la lotta al bullismo.
Chissà perché nessuno ci ha mai pensato prima di loro. Basta con quello stupido gioco che è il calcio, meglio un bel plotone armato per far nascere amicizie e solidarietà. E ovviamente per combattere il bullismo niente di più adatto che saper usare una bella pistola. Il ministro La Russa non è nuovo a genialate simili. E’ dal suo vulcanico cervello infatti che nacque l’idea della mini naja, grazie alla quale chi lo vorrà potrà sperimentare per alcune settimane come si vive in una caserma, tra divise e percorsi ad ostacoli. Forse il ministro ci rimarrà male, ma le sue idee non sono certo innovative.
Non è presunzione fare confronti col fascismo e con il suo voler formare i giovani alla vita militare già in età scolare. L’Italia non ha bisogni di nuovi balilla, giovani italiane, avanguardisti e quant’altro. Ai giovani va insegnata la legalità, l’impegno nello studio, la difesa dei diritti civili la così tanto decantata meritocrazia. I ragazzi devono imparare a usare la propria testa al meglio, senza fossilizzarsi su preconcetti assurdi. Devono vedere le cose da diversi punti di vista e scegliere secondo coscienza. Tentare di plasmarli come si sta tentando di fare è pericolosissimo e fa somigliare sempre più il nostro paese ad una dittatura. Non va dimenticato inoltre che tutto ciò ha un costo, e alto. Forse non sarebbe una cattiva idea utilizzare i soldi stanziati per progetti assurdi come la mini naja o “Allenati per la vita” per rifornire di benzina i serbatoi delle auto delle forze dell’ordine o per pagare gli stipendi dei precari del mondo della scuola. Rimanendo in tema di precariato, sembrerà strano ma esiste anche in ambito militare, blog compreso. Speriamo che il progetto La Russa Gelmini si areni al più presto e che nessuno decida di emularne i deliri.
Claudio Lanzi
Anno 0 Numero 26 Articolo 25
Blog precari delle forze armate: http://precaridelleffaa.blogspot.com/
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Solo una domanda..di cosa altro ha bisogno la sinistra per fare cadere questo governo? Che non abbiano paura di deluderci quelli del PD, che tanto lo sappiamo che non sareste un ottima classe dirigente, ma vi prego, toglieteci da questo SQUALLORE.. la gente non ne può più.. le università chiudono, la sanità non offre più servizi, gli operai sono senza lavoro..ma voi cosa fate? dove siete? chi rappresentate? è finito il tempo della pazienza..è il momento di smetterla di rubare il futuro a questo Paese e DI SMETTERLA DI MORTIFICARE L’ISTRUZIONE.