L’amore è cieco o ci vede poco”: l’esordio dei Musicamanovella

L’amore è cieco o ci vede poco”. Così esordiscono i Musicamanovella, questo il titolo del singolo che da il titolo al loro primo album, un omaggio, anche se non si direbbe, all’amore in ogni sua sfaccettatura, in particolare alle sue contraddizioni, a quell’amore che “a volte gira a testa in giù”.

I Musicamanovella nascono precisamente a Pignola di Basilicata nel 2004 come cover-band dedicata a Vinicio Capossela, ma ben presto decidono di spostare la loro attività su un progetto inedito. Il sestetto è formato da musicisti che uniscono la loro esperienza decennale negli ambiti più svariati: Rocco “di Roccheddario” Spagnoletta, autore dei testi, chitarre, voce; Dario “di Roccheddario” Vista al basso e alla voce; Antonio “Bucaletto” Grosso, organetto e fisarmonica; Domenico “Mimmo” Grosso, keyboards, computers e arrangiamenti; Michele “Scarpetta” Scavone, batteria ed effetti speciali; infine “Zio” Vito La Salvia alle percussioni.

Tra reggae, blues, folk, liscio, brano dopo brano non possiamo restare indifferenti di fronte alla storia di un poeta, anzi un “po’ eta”,  che viene lasciato in favore di un piastrellista per via della “biemmevù blu”, di uno scorpione innamorato e ubriaco, o della piccola no global Ivana (cover della celebre canzone di Guido Foddis).

Il linguaggio dei Musicamanovella è fresco, schietto, diretto, ma non per questo meno curato; gli arrangiamenti sono il frutto di un’originale mistura tra una fisarmonica tanghera, una chitarra gitana, fino allo ska più esplicito in  brani come “Dancehall Serranetta”, o “Quello che sei”. Un uso ricercato ed ironico del linguaggio, la contaminazione tra ritmi e generi musicali differenti, rende la produzione dei Musicamanovella allo tempo stesso popolare (nel senso buono del termine) e cantautoriale. Se è vero che ascoltandoli il richiamo ad altri autori italiani, recenti e lontani, è innegabile, Capossela in primis, è altrettanto vero che il sestetto riesce ad imprimere una forma originale ad ogni brano, con un carisma tutto lucano.

Non mancano momenti di autentica poesia e di delicatezza, come in “Amari & Sigarette”, dove si racconta di un amore fugace e intenso, del tempo che viene e che va, della felicità che dura un attimo, dove anche le parole sono come “segni di rossetto sul bicchiere”.

Il concept dell’album è evidentemente l’amore, ma anche un certa garbata ironia, non per questo meno graffiante, sui moti altalenanti del cuore, unita ad una gradevole leggerezza nel guardare alla vita e ai suoi strani casi. Un album gustoso da assaporare brano dopo brano e da acquistare, parafrasando una loro stessa constatazione, “sì per la musica, ma anche per la manovella”.

Alessia Benincasa

Articolo 26

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