La valigia sul letto…

Viaggiare: per divertimento, per lavoro, per necessità. Prenotare ora un viaggio è forse una delle cose piùsemplici del mondo: basta un computer ed un collegamento internet. In due minuti si presentato sulla nostra pagina migliaia di offerte low cost, che propongono il volo più economico in assoluto. In quel preciso momento, in cui si è riusciti a risparmiare il famigerato centesimo sulle varie offerte, ci pervade una sensazione di benessere incredibile e ci adoperiamo per organizzare lei, la nostra creatura, la valigia. E dentro ci mettiamo di tutto, dalle cose strettamente necessarie a quelle totalmente inutili. A prescindere dalla loro funzione nel nostro viaggio, quegli oggetti ci appartengono e li custodiamo abbastanza gelosamente nella nostra valigia. Ma ahimè, chiunque scelga di viaggiare con un mezzo aereo, deve affrontare il momento del check-in.

In quel preciso istante, il proprio bagaglio, che  non hai registrato on-line perché volevi portarlo con te, viene dichiarato improprio per la cabina-viaggio e l’operatore della compagnia aerea prescelta recita la seguente nefasta frase: “Dobbiamo Imbarcarlo”. Il che è molto simile ad una tragedia dantesca, perché oltre a pagare una cifra esorbitante che viene a costare più del volo stesso, vedi sparire il tuo bagaglio sui nastri trasportatori neri. E l’operatore, guardandoti con un sorriso simile alla commiserazione perché sembri l’unico idiota che non si fida dell’”efficientissimo” sistema di smistamento aeroportuale, ti dice: “ non si preoccupi. Lo ritroverà quando scenderà dall’aereo!”. E allora sorridi anche tu, e  ti avvii verso l’imbarco fiducioso che tutto andrà per il meglio. Non appena si atterra però, i sorrisetti nervosi pervadono tutti: la meta più ambita in un aeroporto è proprio il nastro sul quale scorrono i bagagli all’arrivo dell’aereo. Oltre 300 persone stanno li, dietro ad un nastro, con la faccia ansiosa, finché il serpentone nero non scorre e non si vede la propria valigia, che prontamente si tira in salvo con un sorriso di sollievo. A volte capita però che il tuo bagaglio si sia smarrito e tu giri per tutto l’aeroporto, neanche fossi un maratoneta, alla ricerca del bagaglio perduto, ma lui non c’è. È sparito, dileguato, rapito, nascosto e già immagini  la tua valigia sola e dispersa in chissà quale parte del mondo. Ti muovi iroso verso il primo punto di informazioni dell’aeroporto e con molta difficoltà cerchi di non minacciare di morte l’operatore adibito allo smarrimento dei bagagli. Descrivi forma, peso, colore, segni particolari della valigia, e comprendendo di non poter inveire fisicamente sul povero impiegato ti rassegni alla perdita del tuo bagaglio. Eppure dopo pochi giorni, sei piacevolmente sorpreso: la valigia è stata ritrovata, il tuo incubo è terminato. Illuso. Matematicamente, quando hai perso un bagaglio e questo viene poi ritrovato dalla compagnia aerea, devi rassegnarti all’ineluttabile verità: la valigia è stata aperta e qualcosa mancherà di certo al suo interno. Siano abiti, trucchi, porta cellulare e via dicendo, qualcosa manca nel 90% dei casi. Qui nasce l’interrogativo: perché? Non c’è risposta perché un quesito del genere è pari più o meno al terzo mistero di Fatima: non ci sono differenze. Sarà la fretta, la noia, la difficoltà del mestiere degli addetti ai bagagli dell’aeroporto? Be ovviamente si, perché è molto difficoltoso guidare delle macchine elettriche con i vostri bagagli a bordo verso il giusto aereo!! Così come “giustamente” chi dovrebbe rintracciare il vostro bagaglio, chiunque esso sia non può resistere alla voglia irrefrenabile di aprirla. Oppure dovremmo ipotizzare che magicamente i bagagli scomparsi si siano aperti da soli e svuotati solo di alcuni elementi particolari, per forza di inerzia, forza divina o qualsiasi genere di forza esistente? Sfortunatamente la realtà è questa, non ci resta che denunciare tutte le forme di volo esistenti al mondo, anche i moscerini per il sol fatto di fare le ali, e attendere un risarcimento che mai verrà, sicuri che la prossima volta viaggerete con la valigia legata alla cintura minacciando di far esplodere chiunque si azzardi ad imbarcarla. Oppure un viaggio a Lourdes è consigliato: l’unico modo per non perdere una valigia o per non essere sottratti in qualsiasi modo della roba appartenente è di certo una benedizione sacra!

Adele Lerario

Anno 0 Numero 29 Articolo 19

Foto: http://www.stylosophy.it/articolo/estate-2009-i-must-have-in-valigia/9891/

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