Italian Dream

Tutti abbiamo sentito parlare, almeno una volta, dell’American Dream, il famigerato sogno americano dell’uomo che si fa da sé, che può anche arrivare ad essere il Presidente degli Stati Uniti d’America. Questo sogno di vittoria e di affermazione non è solo americano. Tutt’altro. È insito nella società e in quella italiana ancora di più. Con le dovute differenze. Se negli USA si vuole arrivare ad essere un uomo ricco e potente, che deve avere anche un certo moralismo insito, l’Italia tralascia quest’ultima parte, per basarsi sulla ricchezza. Al conosciuto Obama si contrappone Berlusconi, il tipico esempio di Italiano Medio. Con fare provocatorio, si può affermare che siamo tutti un po’ Berlusconi. Le critiche contro il Presidente del Consiglio si sono sprecate in questi mesi, e a ragion veduta. Si è governati da un uomo il cui unico apporto all’Italia sembra essere stato quello di consentire la creazione del neologismo Bunga Bunga. Eppure, lui è lì, al governo, ed è su quella poltrona con il favore dell’Italia, o della maggioranza di essa. Perché Berlusconi è il sogno italiano. Tutti vogliamo diventare ricchi, famosi, imprenditori, carismatici ed attraenti, avere ville e donne. La parola moralità è una signora sconosciuta: agli italiani non piace la moralità o la legalità. A noi piace l’avere, l’apparire: dell’essere non ce ne siamo mai importati abbastanza. Sopportiamo tutto in virtù di questo nostro “Italian Dream”: essere derisi, ridicolizzati, sbeffeggiati, lasciati ai margini internazionali. L’Italia è individualista ed egoista, pronta a saltare sul carro del vincitore, in un modo o nell’altro.

In ogni gradino della vita sociale mettiamo in atto questa nostra identità “arrivista”: il nostro scopo è arrivare, è il fine, il mezzo non ci è mai importato. Raccomandazioni, truffe, imbrogli, sotterfugi, tutto è ammissibile, tutto può essere compiuto. Estremizziamo il motto “in guerra e in amore tutto è concesso”, noi ci concediamo tutto sempre, ovunque e comunque. La giustizia è calpestata, è un ologramma che esiste solo perché la sua visibile mancanza comporterebbe troppi grattacapi, e gli italiani odiano i problemi. Sogno italiani: arrivare, arraffare, provare, circuire, insistere per un unico risultato che suoni di denaro contante. Ma se noi riuscissimo ad abbandonare questo nostro essere, riusciremmo a cambiare? Non accettare raccomandazioni, non calpestare il prossimo, cercare di difendere il giusto, di denunciare lo sbagliato, di non essere infinitamente omertosi solo per l’errata convinzione che poi quel favore ci sarà restituito non riusciremmo, in qualche modo a cambiare la nostra storia? L’Italia si è sempre posta come osservatrice della storia, mai come protagonista: ha appoggiato ed assistito tutti, ma non ha mai assunto una posizione che fosse chiara e decisa. Gli italiani oscillano, nell’interno e nell’estero, in perpetuo movimento per una fetta di torta in più, troppo ingordi per capire quale è il momento per arrestarsi. Il momento storico in cui viviamo richiede un cambiamento del “sogno italiano”, richiede di essere partecipi e non imbavagliati, di scendere in piazza e dichiarare le nostre ragioni, di non avvallare le ingiustizie, di contrapporsi a chi vuole ingiustamente dividere il Paese solo per avere ancora una volta qualche soldo in più. È giunto il momento di essere Italiani. 

Adele Lerario

Anno 0 Numero 54 Articolo 36

Foto:movieplayer.it

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