Il “decalogo” dello studente alle prese con gli esami…

La scrivania sembra un campo di battaglia: libri, quaderni, appunti vari, matite, penne mangiucchiate, evidenziatori e fogli stropicciati con annotazioni e parole-chiave. Tutto serve a dare il senso dello studio matto e disperato, ma la disperazione è solo e soltanto dello studente, il quale cerca di preparare al meglio l’esame di Psicologia Sociale. Un’impresa ardua e difficile, non solo per la difficoltà evidente degli argomenti trattati, ma soprattutto per le innumerevoli distrazioni nelle quali incappa il pur sempre attento studente modello. Tra una pausa caffè col coinquilino che si trasforma, però, in una seduta intensa di gossip, una sbirciatina alle ultime notifiche di face book e uno squillo all’ex compagno del liceo, il tempo vola e ci si ritrova, a fine giornata, solo con dieci pagine sottolineate. Sottolineate ma non memorizzate, perché l’abitudine comune di noi studenti  è di usare colori sgargianti per evidenziare le parti da imparare, e imparare poi successivamente. Ed ecco, quindi, che si accumulano pagine e pagine da studiare per davvero, e a pochi giorni dall’esame si è ancora in alto mare. L’ansia prende il sopravvento, e il maledirsi per non aver fatto nulla nei giorni precedenti è una pratica ricorrente. << Il prossimo semestre studierò giorno per giorno >>. Lo ripetiamo puntualmente durante i tour de force in vista dell’esame; ma, puntualmente, tale promessa viene infranta e ci si riduce, quindi, a studiare tre libri nel giro di una settimana. Le distrazioni a casa sono tante; se poi gli amici si autoinvitano nella nostra stanza per una partita alla Wii, e se si va a cena nell’appartamento nuovo del compagno d’università, lo studio passa davvero in secondo piano. Per recuperare le ore ormai andate e per illudersi che in compagnia si memorizzino meglio dei concetti, ecco che si organizzano sessioni intense di studio con amici e colleghi di corso. La scena è quasi sempre la stessa: tutti riuniti attorno ad un tavolo con un volontario che legge a voce alta i punti salienti dei vari capitoli, e gli altri che annuiscono e fanno finta di capire quanto scritto sul libro. Si alternano momenti di full immersion nello studio a momenti di gioiosa convivialità. E tra una chips affannosamente sgranocchiata, un sorso alla Coca Cola Light e una sigaretta fumata velocemente, si prepara l’esame e ci si carica per il supplizio del giorno dopo. Giunti in aula, l’ansia e la tensione sono palpabili nell’aria. Ci si confronta col compagno di banco e si ripete la parte del quarto capitolo che proprio non è entrata in testa. Nessuno sa più nulla, e nessuno ricorda più le teorie di Malinowski o gli studi di Le Bon sulle folle. Il professore pronuncia il nostro nome, e ci avviciniamo alla cattedra con un’espressione tra il serio e il faceto. L’esame ha inizio! L’ansia e la tensione, a poco a poco, svaniscono e prevale la sicurezza, l’abilità retorica e l’arte dell’imbastire. << Complimenti, 30 e lode! >>, dichiara il professore. Felici e soddisfatti si torna a casa. Domani comincia il nuovo semestre. Si dovrebbe cominciare immediatamente a studiare come promesso precedentemente, ma il prossimo esame è tra due mesi; c’è ancora tanto, ma tanto tempo per prepararlo!

Nicolamaria Coppola

Anno 0 Nuemro 9 Articolo 22

Foto:www.comix.it/DocumentoDettaglio.aspx?document…

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