“Chiudo il sipario sulla mia vita coniugale. Non posso stare con un uomo che frequenta minorenni.
Figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo. Per una strana alchimia, il paese tutto concede e tutto giustifica al suo imperatore.”
Queste parole, e tante altre affermazioni simili, vennero pronunciate poco più di un anno fa da Veronica Lario, ancora per poco moglie dell’attuale presidente del consiglio Silvio Berlusconi, all’indomani di un servizio fotografico che vedevano il premier ospite di una festa di compleanno di una ragazza di Casoria, Noemi Letizia.
Come ben sappiamo, la festa di Casoria fu per il premier l’inizio di un incubo.
Non c’è nulla di strano nel festeggiare i diciotto anni della figlia di un amico di famiglia, se non fosse che Berlusconi dichiarò sempre di aver saputo casualmente della festa di Noemi mentre la curiosità dei giornalisti portò a conoscenza dell’opinione pubblica una diversa versione dei fatti che vuole Berlusconi ben consapevole della festa in corso.
Perché mentire sulla sua presenza a Casoria? Perché non spiegare possibilmente senza essere smentito cinque minuti, come ha conosciuto la famiglia Letizia? Perché festeggiare la maggiore età di una semplice conoscente e non partecipare ad alcuna delle feste dei diciotto anni dei figli avuti con Veronica Lario?
“Le dame e il cavaliere”, docu-fiction realizzata da Franco Fracassi parte dagli avvenimenti di Casoria per indagare su ciò che Paolo Guzzanti senatore ex Pdl nonché padre dei comici Sabina, Corrado e Caterina definisce “mignottocrazia”.
Ragazze che mai si sono interessate di politica candidate alle elezioni, giovani attrici usate come mezzo di corruzione per ingraziarsi questo o quel politico così da ottenere l’approvazione di una legge o la caduta di un governo, il silenzio davanti a tg e giornali di ex amanti anche solo di una notte pagate con assunzioni presso uffici o enti pubblici in barba a qualunque bando di concorso, tutto questo e altro ci viene mostrato per quello che è.
Non sono stati la ruota o il fuoco a far girare il mondo, ma qualcosa più a portata di mano per così dire.
Ciò che suscita ribrezzo in tutta questa storia non è neanche tanto la malsana passione di Berlusconi per le donne, i suoi festini con decine di giovani ragazze pagate da ruffiani come Gian Paolo Tarantini per elogiarlo in continuazione e tra le quali lui sceglierà la “fortunata” che giacerà con lui, quanto la convinzione totale che per Berlusconi l’unica utilità della donna sta solo nel compiacerlo in ogni suo desiderio.
Se è un povero vecchio erotomane convinto che le donne non gli stiano vicino per i suoi soldi e il suo potere pazienza, ci sono fior di terapie e medici che possono essergli utili.
Non è da sottovalutare poi che questa sua dipendenza dal sesso e da una continua autocelebrazione investa anche la sicurezza nazionale.
“Le dame e il cavaliere” è a mio avviso un ottimo documentario, che attraverso materiale di repertorio, inserti grafici, riprese televisive, filmati di youtube e interviste realizzate per l’occasione, ci fa notare come la “mignottocrazia”, sebbene sotto gli occhi di tutti, sia nello stesso diventata normale routine, ridotta a pettegolezzo da salone di bellezza. Da non perdere a fine film, la lunghissima lista di chi non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Privo di una vera campagna pubblicitaria e respinto anche dai mezzi di informazione che si dichiarano contro Berlusconi e il marciume che rappresenta, il film riesce ad avere una sua visibilità solo grazie al passaparola su internet e a facebook in particolare, nonché grazie a diverse proiezioni in giro per il paese.
Per info e per acquistare il dvd: http://ledameeilcavaliere.blogspot.com/
Su facebook: http://www.facebook.com/pages/Le-dame-e-il-Cavaliere/118984254798914?ref=ts
Claudio Lanzi
Anno 0 Numero 15 Articolo 14
Foto: immagine di copertina
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