Gli “immancabili” di Raffaele Auriemma

Non si può prescindere dagli “immancabili”, almeno fino a quando le alternative non forniranno un rendimento analogo: la sintesi dell’abbondante successo di Cesena si racchiude in questo concetto lineare. Il Napoli non può fare a meno di Cavani e di Gargano, così come non sarebbe la stessa squadra se venisse meno l’apporto di Hamsik o di Lavezzi, di Pazienza oppure di De Sanctis, cioè di quello che è l’asse portante di un gruppo che sta crescendo e che vuole aiutare i rinforzi ad integrarsi nello spogliatoio. L’ennesima dimostrazione è arrivata dal primo tempo di ieri. Una partita tatticamente perfetta, con il Cesena impotente di fronte al maggior speso specifico degli azzurri, capaci di tenere un possesso palla pressoché continuo. Predominio totale della gara, nove calci d’angolo battuti, ma zero gol all’attivo durante la prima frazione di gioco, sonnacchiosa e irritante. Insomma, il solito Napoli bello e inconcludente, con troppi calciatori specchiati nella loro bravura eppure troppo lenti nella manovra, così da permettere agli avversari di subire, ma senza rischiare mai più di tanto. L’immagine di Mazzarri, silente ed appoggiato alla panchina pensieroso, sembrava quella di un tecnico al quale stavano per cadere le braccia di fronte ad una sterilità offensiva testimoniata anche dai numeri. Insomma, tanto gioco non può creare solo una serie infinita di calci d’angolo, ma qualche tiro verso la porta dovrebbe essere scagliato con una frequenza maggiore. La fine del Cesena è arrivata quando si era illuso di aver fatto propria la partita. Sull’1-0, insperato e immeritato, i romagnoli speravano di sfruttare, a quel punto, il contropiede per punire il Napoli narciso e inconcludente. Ma quando Mazzarri, con una telefonata dalla tribuna al team manager Santoro (che ha comunicato le indicazioni al vice Frustalupi) ha ordinato l’inserimento congiunto di Gargano e Cavani, il bel Napoli è diventato anche una squadra capace di andare a segno. Con tanti gol all’attivo. Morale della favola: se quest’anno non ci fosse il doppio impegno che costringe agli straordinari con una gara ogni tre giorni, il Napoli potrebbe anche essere una squadra capace di insidiare le grandi nel raggiungimento di uno dei posti buoni per l’accesso alla Champions League. Meglio non pensarci, ma stringere i denti, aspettare la condizione migliore di quelli che oggi ancora non sono al top e provare a restare in corsa su più fronti fino alla sosta di dicembre. Se questo gruppo saprà gestire il turn over (e pure qualche inattesa emergenza), allora sul mercato di gennaio sarà obbligatorio acquistare due, o addirittura tre rinforzi già pronti, da reperire sul mercato italiano. E di certo un club di rango come il Napoli si starà già attivando per individuare i rinforzi giusti. Giovedì si torna in campo, stavolta per l’Europa League, in casa della blasonata Steaua Bucarest. Un altro mini turn over. Magari stavolta potrebbero essere Lavezzi e Pazienza a tirare il fiato, così come il conteggio dei minuti giocati impone. C’è il rischio di un Chievo-bis? Sicuramente no, perché Mazzarri e la squadra hanno imparato la lezione.

Raffaele Auriemma

Foto e fonte: www.tifonapoli.com

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