Estate: quale migliore stagione per simboleggiare la gelosia? Se la primavera fa rinascere l’amore, l’estate è
dominata dai sensi stravolti della diffidenza. Ovvi i motivi: tutti più belli, più magri, più abbronzati (tutti o quasi tutti!).
E i poveri amori invernali si dipingono di un rosso-rabbia misto a tristezza. Quante volte abbiamo provato questo sentimento? È un variegato di adrenalina e fastidio che senti scorrere nelle vene nel momento in cui l’occhio del proprio partner cade, anche se in modo innocente, su una persona del sesso opposto. Questo è perché, quando si è in coppia, si vuol pensare che il proprio compagno debba avere i paraocchi perenni e lodarci ed osannarci, mentre noi possiamo sostare sulle meraviglie altrui.
La gelosia ci domina. Chi più chi meno. Il sentimento in questione è vasto e multiforme, ma colpisce tutti indistintamente. Sono tre le categorie della gelosia: i nevrotici; gli pseudo - normali; i finti non- gelosi.
I nevrotici della gelosia sono senza dubbio i più divertenti e i più sinceri. Sinceri perché ammettono apertamente di essere possessivi e poco tolleranti; divertenti perché riescono a tormentare il loro partner come se niente fosse anche con manifestazioni totalmente assurde che dovrebbero essere proibite dalla legge. A questa categoria appartengono tutti coloro che non hanno fiducia nel mondo e quindi men che meno nella persona che hanno scelto per condividere la loro vita o una porzione di essa. Chiamano il compagno a qualsiasi ora del giorno o della notte, con domande originali ed innovative, del genere: “Mi ami? Quanto? E con chi sei? E dove? Ah, stai vedendo un film… e di che parla? Dai riassumimi la trama! E chi sono gli attori? E come è vestita la protagonista nella quinta scena? No perché me lo sto cercando in streaming e ora voglio sapere se lo sai! Dai avanti dimmelo!”
Altra caratteristica è presentarsi nel luogo in cui si trova la loro dolce metà all’improvviso, giusto per controllare la veridicità delle sue parole. Non è da sorprendersi se le relazioni di questi soggetti hanno una durata massima di tre mesi, che è il periodo di tempo estremo della pazienza umana!
La seconda categoria è quella in cui la maggior parte della gente si rispecchia, ovvero tutti coloro che alla domanda: “sei geloso?” rispondono “ nella norma, c’è molto peggio in giro!”. Falso falso falso. A questa categoria appartengono i masochisti, coloro i quali sopportano in modo apparentemente tranquillo chi ride o scherza con i propri partner, ridendo anche loro, beati di un’esteriore tranquillità. Ovviamente nel proprio corpo il sangue si è tramutato in veleno, e la mente ha già pensato a fabbricare bambole vodoo per infliggere male fisico al proprio partner e a tutti quelli che gli si sono avvicinati. Di solito le scenate di gelosia non sono mai pubbliche ma private e piuttosto violente: è un modo per scaricare tutta il nervoso accumulato. L’unico consiglio che forse potremmo dare è quello di usare una lieve ironia e del sarcasmo con il partner invece di un pacco di biscotti in testa!
Terza e ultima categoria: i falsi non-gelosi, i più illusi di tutto il mondo. Mentono a loro stessi. Sono convinti che il loro grado di gelosia più alto sia, al massimo, un leggero sentore di fastidio che è immediatamente sconfitto. Sono persone di solito molto sicure di sé e del loro ex-appeal. La libertà che lasciano è immensa: i proprio compagni possono fare ciò che vogliono! Fiduciosi, ottimisti, buoni. Persone da invidiare, direbbero molti. Ma se lui/lei alle quattro di notte non è ancora rincasato/a dopo la terza notte consecutiva, e al telefono non risponde mai, orsù, qualche dubbietto sorge, accompagnato da un degno mal di stomaco.
È inutile combattere la gelosia o il proprio carattere, è un sentimento troppo insito nell’animo umano. Basta sorridere e prenderla con filosofia: la maggior parte delle volte, la gelosia è frutto di immaginazione. E se così non fosse, sorridete ancora di più: esiste sempre la vendetta!
Adele Lerario
Anno 0 Numero 19 Articolo 10
Foto: http://www.superedo.it/foto/immagini/Mocciosi/gelosia_femminile.jpg
No related posts.
l’autore in quale tipologia si sente appartenente?