Elton Junk e le particelle oniriche di Loophole

Posted on 05 aprile 2010 by Sasy

Il panorama alternative rock della musica italiana continua a crescere grazie alle produzioni indipendenti e dal raffinato palato musicale; produzioni che non si arrendono al pessimo gusto dominante che viene indotto con violenza dai media.  La “Forears Recording” di Daniele Landi è alla costante ricerca di sonorità originali, ma di forte appeal, com’è il caso della sua nuova scommessa già vittoriosa: gli Elton Junk.

Sul myspace della band si legge “Al culmine di un cammino attraverso le diverse sfumature del rock, gli Elton Junk si preparano all’uscita del nuovo disco”. Noi che l’abbiamo ascoltato possiamo affermare che la loro musica è un vero viaggio nel rock, dalle sue matrici essenziali fino alle elaborazioni più stravaganti e originali che caratterizzano lo scenario della musica indipendente europea; un panorama forse pronto più dell’Italia a premiare l’originalità, com’è accaduto a Berlino, dove la band è stata invitata in diverse occasioni, riscuotendo il plauso del pubblico e della critica.

Gli Elton Junk sono una formazione senese piuttosto nota e attiva dal 2001. Autori di colonne sonore per cinema e teatro. Dal vivo trasmettono particelle emozionali di forte impatto, com’è accaduto a Sorrento dove siamo stati ospiti della loro eclettica live performance: un regalo di pulsazioni oniriche in movimento, iniezione di fotogrammi decostruiti sulle tappe di un personale viaggio interiore. Andrea Tabacco, Alessandro Pace e Giulio Pedani sono letteralmente dentro la musica e quando la suonano live riescono a stupire chi ascolta. Nel loro live si assiste con meraviglia alla scarcerazione delle note dalle gabbie convenzionali di un certo ambiente rock.

“Loophole” – il nuovo album – si discosta molto dai lavori precedenti, a conferma di un’originalità in armonico mutamento. Le canzoni, apparentemente essenziali, sono inafferrabili. Ciò che si legge con chiarezza disarmante è il disprezzo per la consuetudine. La vuotezza del materialismo dominante non è banalmente urlata né in italiano né in inglese, ma guardata con indifferenza, come giustamente merita. Non è una mera presa di distanza dalla realtà, ma una legittima fuga da un consueto inappagante, un viaggio volto a riaffermare una squisita ed egocentrica dimensione psichedelica dell’io musicale narrato con ineccepibile efficacia persuasiva. Gli incellofanati non possono che arrendersi.

Ringraziamo sentitamente il booking della Forears per averceli segnalati scrivendo nell’email: “Dovete ascoltare gli Elton Junk. Ve ne innamorerete”. Che dire…Amore  a primo ascolto o a colpo di suono? La freccia ha colpito tutta la redazione!

Emiliano Russo

Anno 0 Numero 3 Articolo 21

Foto: http://nove.aperion.cc/slir/w400-h450/nove/foto/cover_elton_junk.jpg

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