Economia domestica vs Economia Politica

È risaputo: le peggiori discussioni tra coinquilini scaturiscono dal dover riordinare casa e renderla linda e pinta almeno una volta a settimana. << A chi tocca fare le pulizie oggi? >>: è la domanda retorica che sovente risuona tra le mura di un appartamento tipicamente studentesco. Un quesito esistenziale al quale, però, si cerca di dare una risposta a priori, realizzando un prospetto ragionato dei turni settimanali delle suddette pulizie. Il foglietto è sempre presente, grande, ben definito e ben visibile; progettato dai coinquilini per una comprensione immediata di giorni ed orari. Ogni casa che si rispetti ne ha uno, di solito affisso sul frigo già pieno zeppo di adesivi. Troneggia lì, maestoso e minaccioso. Definisce perentoriamente i turni delle pulizie settimanali. Non c’è scampo: oggi tocca a te fare il bagno, domani a me la cucina, e l’ingresso e la zona divano spettano a Matteo. Vige la regola del rispetto religioso di quanto definito precedentemente. Bisogna seguire alla lettera la lista, per evitare che la casa si trasformi in un mercatino delle pulci, e per evitare, soprattutto, che si litighi tra coinquilini. Se le pulizie, però, sono coordinate e tutte concentrate nello stesso giorno, non ci sono problemi. Il gioco è fatto, e Signor Mastrolindo ci farà i complimenti per il nostro operato e ci congederà col suo solito sorriso a trentadue denti. Dedicarsi alle faccende domestiche non sottrae molto tempo né allo studio, né allo svago. Ma molto spesso ci si improvvisa cenerentole indaffarate proprio per evitare di studiare. Ed ecco, quindi, che armati di sgrassatori universali, pannetti cattura-polvere e detergenti profumati, si mette a soqquadro la casa con la scusa di voler fare le pulizie di primavera; o di stagione, che dir si voglia! La motivazione è ovviamente un’altra: lavare e spolverare ci impediscono beatamente di studiare. Si ha una scusa valida, attendibile e soddisfacente al perché il capitolo di Economia Politica non è stato completato. “Avevo le pulizie da fare”, si è soliti ripetere tra sé e sé, magari con un ghigno, a metà strada tra il soddisfatto e il vittorioso, stampato sul proprio volto. Lo studio può aspettare. Le pulizie no! Ed ecco che si realizza empiricamente l’inversione dei poli che però non sconvolge la Terra ma le dinamiche quotidiane dello studente: si preferisce lavare il bagno piuttosto che dedicarsi alla cultura e all’esercizio della mente. E dopo le pulizie, ecco che si invitano amici a casa per festeggiare e cenare tutti insieme. Si accumulano bottiglie, mozziconi di sigarette e residui di tortillas messicane. L’indomani toccherà di nuovo pulire! Ma a chi spetta questa volta? Immancabile, pronta ad esplodere, è la consueta lita tra chi ha organizzato la cena e chi è stato un semplice partecipante passivo come tutti gli altri. Nessun problema, però! C’è un foglietto che detta legge. Per oggi si ricorre a lui. E tutti gli altri, in camera a studiare.

Nicolamaria Coppola

Anno 0 Numero 6 Articolo 17

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