Lo studente va in vacanza

Posted on 25 luglio 2010 by Sasy

Firmare la camicia dell’ultimo esame della sessione estiva è una delle gioie più belle per lo studentefuorisede. Ricevere, poi, i complimenti per il modo in cui hai esposto gli argomenti e zittire il professore scettico che ha fatto di tutto per metterti in difficoltà è altresì una grandissima soddisfazione. Dopo due mesi intensi di studio, dopo incubi notturni, sudate copiose e maledizioni contro chi è in ferie dal primo giugno, si è in vacanza! Ebbene sì, questa meravigliosa esclamazione che abbiamo sognato di pronunciare per tutta la durata degli esami finalmente esce dalla nostra bocca e ci rende più felici del solito. Si tira un grandissimo sospiro di sollievo; ci si sente liberi davvero, senza costrizioni né impedimenti vari; si è pronti, finalmente, ad indossare il costume e a spaparanzarsi al sole per i prossimi venti giorni.

Solo venti giorni però, purtroppo, perché gli esami non finiscono mai e quindi ci toccherà rimetterci a studiare il 20 agosto perché è capitato che il professore di Diritto Costituzionale abbia messo l’appello il 2 settembre. Ma ora non è questa la nostra preoccupazione. Siamo in vacanza, siamo spensierati e niente e nessuno ci rovinerà le tanto agognate ferie. Non ci saranno motivi per cui dovremmo svegliarci alle sette di mattina; non ci saranno libri da sottolineare né concetti da memorizzare sotto il sole cocente e con un’afa surreale; non ci saranno ragioni valide per cui saremmo costretti a restare a casa piuttosto che uscire con i nostri amici o andare a fare shopping. Quest’ultima attività è rimasta a noi oscura e ignota per tutta la durata degli esami. I saldi estivi sono stati solo un miraggio irraggiungibile e i grandi centri commerciali di Roma solo un’oasi nel deserto sempre più lontana. Ora potremmo recuperare tutto il tempo perduto: saremo pronti a svaligiare H&M piuttosto che Pull and Bear, e compreremo quel costume tanto desiderato da Calzedonia e quelle scarpe lucide nere col tacco vertiginoso da Stradivarius. Prima di lasciare Roma è d’obbligo una capatina al centro o in questi Paesi dei Balocchi fuori città, ma raggiungibili coi mezzi più disparati, perché tornare a casa a mani vuote, senza acquisti da esibire come trofei dopo una partita sofferta, non è cosa né buona né giusta. E non è cosa né buona né giusta perché non avremmo assaporato i primi attimi di libertà dopo l’esame, e non avremmo realizzato davvero che è tutto finito e almeno per ora si è in vacanza!

Nicolamaria Coppola

Anno 0 Numero 19 Articolo 36

Foto: http://www.pianetabile.it/public/userimg/aereo.jpg

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