Besson e la carica del tecnocinema

In ritardo di tre mesi rispetto al tradizionale appuntamento di gennaio, il Future Film Festival torna a Bologna con l’edizione numero Tredici, in programma fino al 23 aprile. Quattro i giorni di attività, tra il Teatro Duse e la Sala Borsa. Si andrà dalle mirabolanti trovate del cinema di animazione e degli effetti speciali ai concorsi e alle anteprime, passando per la proiezione delle opere in 3D nate sotto le torri e le ospitate internazionale, come quella del regista Luc Besson, atteso per questa sera.

“Lo spostamento delle date”, ha detto Giulietta Fara, dirigente del festival insieme a Oscar Cosulich, “è dovuto a esigenze legate alle anteprime, ma soprattutto alla difficoltà nel reperimento delle risorse finanziarie”. Alla fine i fondi, anche se minori rispetto al 2010, sono saltati fuori, 200mila euro in tutto messi insieme grazie al contributo di pubblici e privati, con la Regione per 50mila euro, la provincia 10mila, il Comune 24mila, a cui si sono aggiunti per il restante le Fondazioni e i privati come Hera e Groupama. Per Giuseppe Chili della Fondazione del Monte si è trattato di un impegno “indispensabile” a dare la prova, così come lo è stato il salvataggio del Bologna calcio, “che c’è ancora la capacità di mettersi insieme”.

L’evento di punta del Festival consiste nell’arrivo in città di Besson in occasione dell’anteprima italiana di “Arthur 3 – La guerra dei due mondi”, capitolo conclusivo della fortunata saga di animazione dedicata ai Minimei a cui la kermesse dedicherà una mini-maratona. Il film di apertura ieri al Duse è stato “Cappuccetto Rosso Sangue”, attesa rilettura in chiave gotica della fiaba dei Fratelli Grimm della regista di “Twilight” Catherine Hardwicke. La conclusione sarà ancora nel segno di Hollywood con uno dei blockbuster più attesi della stagione, ovvero “I guardiani del destino”, ennesima trasposizione sul grande schermo dal Maestro della fantascienza Philip K. Dick, questa volta a firma di George Nolfi con Matt Damon e Emily Blunt. In mezzo ci sarà l’atteso nuovo lavoro di Tsui Hark con il suo “Detective Dee and the Mystery of The Phantom Flame”, in cui Dee è un supereroe ante-litteram, nella Cina del 600 d. C. E la Cina contemporanea sarà rappresentata ancora da maestri splatter come Yoshihiro Nishimura e il suo “Helldriver”: un ponte tra l’Emilia e l’Oriente…

Fonte:http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=66418

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